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“PRECARIUS” – Un lavoro artistico di Romano, Cammisa e Ruotolo.

Le maggiori testate giornalistiche, quali Repubblica e Fan Page, per citarne qualcuna, in questi giorni, hanno scritto articoli in merito ad un video/musicale che tratta un tema molto attuale. Il titolo del video è: “PRECARIUS“.

Noi di Arte Insonne, pur non essendo una testata giornalistica ma un semplice gruppo di persone che ha realizzato per pura passione questo Blog dedicato all’arte, alla cultura e alla società, abbiamo contattato alcuni degli ideatori del lavoro artistico e cioè: Jennà Romano, leader del gruppo musicale “Letti Sfatti“, autore della canzone PRECARIUS; e Lorenzo Cammisa, regista, sceneggiatore e attore, ideatore del video insieme al suo gruppo di lavoro “ACD Produzioni“. 

Provengono entrambi dalla provincia sgangherata di Napoli. Così come è partenopeo anche Sandro Ruotolo, storico giornalista di inchieste molto scottanti e, da un po’ di tempo, Senatore della Repubblica. Difatti, Sandro, è parte attiva e integrante del lavoro artistico “PRECARIUS“, con la sua voce e con quanto ha da dire in merito alla problematica della mancanza di lavoro nel nostro paese.

Vi anticipo fin da ora che in fondo all’articolo troverete il video/musicale “PRECARIUS“. Intanto cominciate a leggere di seguito ciò cha hanno da dire Jennà e Lorenzo. Buona lettura e buona visione.  


Rompiamo il ghiaccio con una domanda scontata: l’idea di pubblicare questo lavoro che unisce la musica, l’arte visiva e le parole finali di Sandro Ruotolo, vi è stata ispirata da questo periodo di pandemia che ha acutizzato il problema del lavoro precario? …

JENNA’ ROMANO – Voglio premettere che la collaborazione con Sandro nasce da uno spettacolo fatto l’anno scorso dal titolo “Fuorimano” che vedeva coinvolti me, Daniele Sanzone degli A67, Peppe Lanzetta e lo stesso Sandro Ruotolo. Da quel momento abbiamo continuato con Sandro a trovare divertimento nell’usare la sua voce legata alla musica. Sandro ha un timbro particolarmente affascinante e quello che dice lo è altrettanto. Ritornando alla tua domanda, in realtà questa pandemia ha frenato, rallentato e interrotto anche quel lavoro con tutte le sue problematiche che ci trasciniamo ormai da anni. E’ stato quasi un caso che questo brano sia uscito ora. Quando l’ho fatto ascoltare a Lorenzo e a Sandro se ne sono innamorati e cosi si è poi pensato di realizzare anche il video. 

LORENZO CAMMISA – Purtroppo, quello del precariato, è un problema annoso e irrisolto almeno da trent’anni. La pandemia ha solo scoperto il Vaso di Pandora e ha evidenziato le mille contraddizioni, la gestione cattiva di un paio di generazioni che si sono trovate ad essere preparatissime e iper-specializzate ma senza un supporto da parte delle istituzioni. In questo clima di crisi la situazione di “congelamento” ha assunto i contorni del dramma.

Jennà, sia il testo che la musica sono delle tue composizioni. Quanto tempo fa hai scritto questa canzone e in quale circostanza ti è nata l’ispirazione? …

JENNA’ ROMANO – Il brano è stato scritto nel 2007 ed è coinciso con la nascita di mio figlio, o meglio, è stato proprio da quell’evento che è scattato il bisogno di scrivere sull’insicurezza nel mondo del lavoro. Poi tanti amici che non facevano il mio stesso mestiere non avevano ancora un lavoro sicuro, alcuni non riuscivano a mettere su famiglia e qualcun altro ha rinunciato anche a farlo. Sì, comunque, la frase del brano in cui dico “Con la faccia da precario non programmi quasi nulla, alla destra del tuo letto c’è una culla”, la sento mia, quella sono io.

Premetto che il tema della mancanza di lavoro è certamente attuale, soprattutto in Italia, e solitamente quando si pensa ad un precario l’immaginazione va ad una persona in cerca di un “posto fisso”. Considerate precari anche le tante partite iva, piccole imprese e liberi professionisti vari, che faticano ad andare avanti?…

JENNA’ ROMANO – È precario chiunque pur lavorando non è riconosciuto un “professionista” e viene trattato come un apprendista a vita. 

LORENZO CAMMISA – Assolutamente sì. La nostra storia, quella della ACD produzioni, parte proprio dalla presa di coscienza di una realtà lavorativa che impone la creazione di nuove strade. Dopo tanti anni in attesa del nostro momento, alienati in luoghi che tappano le ali, schiacciati dal peso allo stomaco e dalla costante vocina che dice “avete sbagliato tutto”, abbiamo poi investito e creato il nostro format. Quello delle piccole imprese e partite IVA è un “mondo precario” con ansie diverse ma estraniante allo stesso modo. 

Lorenzo, come regista hai conseguito riconoscimenti importanti, fra cui anche un premio a Cannes. Ma so che ci tieni a evidenziare il modo in cui fai del tuo lavoro, e della tua arte, uno strumento per tentare di migliorare il contesto sociale in cui vivi che è quello partenopeo. Mi racconti un po’ in quale maniera lo fai?…  

LORENZO CAMMISA – Noi di ACD produzioni abbiamo vagato per anni in mille universi, mischiando i generi, le arti, i mezzi, studiando nuove forme di comunicazione. Poi li abbiamo messi insieme e abbiamo deciso di spenderci in prima persona per il nostro territorio. Da diversi anni siamo un riferimento formativo per centinaia di studenti campani che, attraverso i nostri progetti formativi di cinema, teatro, musica e comunicazione, hanno capito di poter sognare un mondo diverso. Non cerchiamo di formare solo degli attori, dei montatori, degli sceneggiatori, ma di educare loro all’analisi della realtà che li circonda, per migliorarla e per aiutarli ad integrarsi al meglio. Li abituiamo a lavorare in gruppo e a costruire un micro-cosmo in grado di accogliere la voglia di esprimersi, facendogli capire l’inutilità di stare fermi ad aspettare che il mondo si accorga del loro talento. Tanto, nella maggior parte dei casi, non accadrà.

Se non sbaglio “PRECARIUS” è il secondo lavoro che vede voi due e Sandro Ruotolo collaborare insieme. Ricordo che nel periodo del primo Look Down avete pubblicato un lavoro artistico dello stesso genere da titolo “Le Persone Prima Di Tutto”, seguendo sempre lo stesso schema collaborativo: musiche e testi di Jennà; videoclip realizzata da Lorenzo; contributo in parole di Sandro. Sta nascendo qualcosa di artisticamente più stabile fra voi?…

JENNA’ ROMANO – Non so se sia qualcosa di stabile ma non si tratta nemmeno di precario. E’ un bisogno di comunicare con più linguaggi a disposizione ed è per me un piacere. Ed è molto stimolante musicare le parole con la voce di Sandro, o commentare con i miei strumenti le immagini di Lorenzo. E anche l’uso che loro fanno delle mie canzoni allarga oltremodo la dimensione espressiva delle canzoni stesse, facendole diventare un veicolo innovativo.

LORENZO CAMMISA – Per noi di ACD sarebbe un onore continuare a lavorare insieme, siamo pronti a qualsiasi altro sviluppo futuro. Il tema del precariato è gigantesco e, di sicuro, questo pezzo è solo il primo passo verso ulteriori evoluzioni. L’arte deve servire al popolo, essere capace di stimolare il senso critico e l’emotività. È un nostro compito continuare a creare. 

Che dirvi. Spiace che gli impegni di Sandro non gli abbiamo consentito di partecipare a questo nostro dialogo ma è come se ci fosse. Siamo giunti, comunque, al domandone finale, che poi è ciò che sto chiedendo a tutti. In pratica: cosa vi sentite di dire agli italiani in questo momento così difficile di pandemia e di conseguente semi-reclusione? …

JENNA’ ROMANO – La terra va rispettata poiché non ne siamo noi i padroni e abusarne può causare tanti danni compreso ciò che stiamo vivendo.

LORENZO CAMMISA – Noi vogliamo parlare a tutti i nostri amici che, con la chiusura dei teatri, dei cinema e dei musei, sono rimasti con un pugno di mosche dopo una vita di sacrifici. Tutte le persone che hanno dedicato la loro vita alla gestione di un teatro, alla ricerca del bello sul palco, allo studio di uno strumento musicale, all’analisi stilistica del proprio universo artistico, sono davvero sprofondati in una depressione acuta e questo fa male. Tutti noi sapevamo che il mondo dello spettacolo aveva dei bug di sistema ma prendere atto del disastro è davvero difficile.

(di Andrea Auletta)


Di seguito il video/musicale “PRECARIUS“, di Jennà Romano, Lorenzo Cammisa e Sandro Ruotolo. Buona visione. 

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